Elettrodomestico da cucina indispensabile e funzionale, ma anche complemento d’arredo decorativo. La cappa cucina è un elemento essenziale per l’aspirazione di vapori, fumi e odori che si producono durante la cottura dei cibi. Oltre ad essere utili, e sempre più efficaci e silenziose, negli ultimi anni le nuove cappe cucina sono diventate dei veri e propri oggetti di design con cui caratterizzare lo stile dell’angolo cottura. Se inizialmente questo elemento era stato concepito solo per la sua funzione pratica di eliminare i cattivi odori, oggi la cappa deve integrarsi con l’estetica delle cucine. Noi di Stosa, da sempre attenti alla qualità, all’innovazione e al design, vi proponiamo oggi una pratica guida su come scegliere la cappa cucina senza trascurare funzionalità, caratteristiche tecniche e d’arredo.

Cappa cucina: misure e requisiti tecnici

Nella scelta di una cappa cucina, prima di prendere in considerazione l’estetica, è bene concentrarsi su alcune caratteristiche tecniche. In fase di acquisto, non bisogna mai dimenticare di valutare la capacità di aspirazione, l’efficienza energetica e le dimensioni di questo elettrodomestico da cucina.

L’assorbimento e il ricambio d’aria sono parametri fondamentali da tenere in considerazione. In particolare, la capacità di aspirazione della cappa cucina deve essere proporzionale alle dimensioni dell’ambiente in cui sarà posizionata. Ma, per calcolare la giusta portata occorre tenere conto anche della frequenza d’uso. La cappa deve garantire un ricambio minimo dell’aria pari a circa 6-8 volte il volume dell’ambiente. Ad esempio, se per cucine piccole fino a 10 m² basterà una capacità di aspirazione di 200 m³/h, nelle cucine tra i 20 e i 25 m² la cappa da scegliere dovrà disporre di una portata compresa tra 420 e 500 m³/h.

Altro elemento da ricordare è che la cappa da cucina non deve mai avere una larghezza inferiore a quella del piano cottura, ma uguale o superiore. Le ampiezze variano in genere tra 60 e 120 cm, ma esistono anche modelli di dimensioni maggiori o minori rispetto a questo misure. L’altezza è invece variabile e dipende dalla lunghezza del condotto per l’evacuazione dei fumi e può oscillare tra una misura minima e una massima.

Cappa aspirante o cappa filtrante?

Quando ci si avventura tra i diversi modelli di cappe cucina, questa è la prima domanda da porsi. La risposta sarà però condizionata dalla presenza o meno in cucina di una canna fumaria. Infatti:

  • la cappa aspirante è collegata a un condotto in cui i vapori vengono aspirati e espulsi all’esterno. In questo modo, fumi, odori, residui di combustione e grassi dei cibi vengono convogliati fuori dall’abitazione, garantendo la salubrità dell’aria in cucina. Per permettere alla cappa aspirante di funzionare al meglio, il condotto dovrebbe essere il più dritto e corto possibile. Sicuramente questo modello di cappa è molto efficace e lavora in modo rapido, ed è una soluzione ottimale soprattutto quando si dispone di un unico ambiente per il soggiorno e l’angolo cottura. Nonostante sia molto valida nell’assorbimento degli odori, richiede un intervento importante per l’installazione della canna fumaria e questo non è sempre permesso;
  • qualora non sia possibile realizzare una canna fumaria, diventa obbligatorio ricorrere alla cappa filtrante, che per funzionare ha bisogno solo di una presa di corrente. Questo modello di cappa cucina, a differenza della cappa aspirante, non espelle i fumi all’esterno ma purifica l’aria, immettendola poi nuovamente nell’ambiente cucina. Il riciclo dell’aria viene svolto al suo interno attraverso speciali filtri che richiedono regolare manutenzione e sostituzione, comportando un certo costo nel lungo periodo. Le particelle di grasso vengono catturate dentro a un filtro di metallo e, dato che la cappa filtrante non elimina il vapore sarebbe opportuno installare una ventola per evitare che si crei condensa sui rivestimenti, sulle piastrelle e sui mobili della cucina.

Se, tra i vari modelli di cappe cucina, uno ha colpito in particolar modo la vostra attenzione, ma la sua tecnologia non è adatta alle vostre esigenze, non disperate. Infatti, la maggior parte delle cappe aspiranti possono essere usate come filtranti: basta che siano dotate di un kit di conversione.

Installazione e sicurezza: cosa dice la legge

La sicurezza delle cappe cucina è regolamentata dalla normativa UNI 7129-2015 (articolo completo sul sito della Gazzetta Ufficiale). Secondo tale legge, è obbligatorio installare una cappa aspirante quando è presente un piano cottura a gas, se in cucina esiste già un condotto dedicato all’evacuazione dei fumi. La norma non parla di obbligatorietà se siamo in presenza di un piano cottura ad induzione, ma solo per quelli a gas, ma l’installazione di una cappa cucina è fortemente consigliata anche in questo caso.

Prima cosa da evitare in fatto di sicurezza è l’installazione fai da te. L’intervento deve essere effettuato da un tecnico qualificato (elettricista iscritto all’albo o un tecnico di un centro di assistenza specializzato) in grado di rilasciare, a lavoro ultimato, la Dichiarazione di Conformità alla normativa vigente. Inoltre, è necessario un sopralluogo preliminare per controllare le specifiche regole tecniche, tra cui le dimensioni della canna fumaria e la presa di collegamento all’impianto elettrico, per effettuare gli allacciamenti in modo corretto. Bisogna sempre misurare l’altezza del soffitto, per prevedere un eventuale allungamento del camino della cappa e collegare la cappa aspirante a una canna fumaria apposita e non a quella collettiva, usata per altri apparecchi a gas, come stufe o caldaie. Per quanto riguarda il montaggio, la cappa cucina va centrata sopra il piano di cottura, a un’altezza minima di 65 cm, se i bruciatori sono a gas, di 75 cm, se invece è a funzionamento elettrico. La distanza non deve in ogni caso superare i 90 cm per garantire un funzionamento ottimale e non disperdere i fumi nell’aria. Dopo che la cappa è stata montata, bisogna controllare che tutto funzioni correttamente, comprese le lampade e verificare la stabilità del collegamento tra il tubo della cappa cucina e il foro d’uscita dell’aria: una scorretta installazione potrebbe causare rischi concreti per gli abitanti della casa.

Cappe cucina, diverse tipologie: da incasso o con condotto a vista

Sono ormai svariati i tipi di cappe cucine in commercio, per poter rispondere a tutte le esigenze sia funzionali che estetiche quando si parla di arredamento cucina. Nonostante questo, ancora oggi quella più diffusa sul mercato resta la cappa con condotto a vista. Esistono diverse tipologie di cappe cucina con condotto per l’aspirazione dei fumi lasciato a vista. Si può infatti scegliere tra i modelli a parete, ad angolo o a isola, in base a come è posizionato il piano cottura.

Essendo la cappa un elemento importantissimo per la sua utilità, deve integrarsi con il resto dell’ambiente: oggi si può anche scegliere una cappa cucina che assolva alla sua funzione con estrema discrezione. Stiamo parlando delle cappe da incasso, le preferite di chi desidera un arredamento cucina dalle linee pulite ed essenziali. Le cappe da incasso, di forma piatta, vengono di solito installate in uno dei pensili della cucina, con il tubo di aspirazione coperto del tutto o parzialmente dall’anta del mobile cucina. Possono essere a integrazione totale o a semincasso. In genere si tratta di elettrodomestici lineari, dotati di un frontalino estraibile, per ampliare la superficie di raccolta di fumi e grassi.

Cappa cucina da incasso - modello Stosa Mood
Cappa cucina da incasso - modello Stosa Mood
cappa cucina da incasso - modello stosa infinity
Cappa cucina da incasso - modello Stosa Infinity

Cappa cucina a isola: da elettrodomestico a oggetto di design

Non solo evoluzione tecnologica, ma anche perfezionamento estetico. Oggi la cappa non è più solamente un elettrodomestico. Quando si parla di cappe cucine infatti si è sempre più attenti al design: sono tanti i modelli, oggi, che vanno oltre al loro compito primario e appaiono non più solo come elettrodomestici ma come dei veri e propri elementi di arredo, come ampiamente dimostrato in occasione di EuroCucina 2018 e FTK – Technology For the Kitchen. Con le loro forme eleganti, sinuose e raffinate donano un valore aggiunto a tutta la cucina.

Questo è sicuramente il caso delle nuove cappe cucina a isola, che rispondono sempre di più all’esigenza di rendere unico lo stile degli ambienti living con angolo cottura. Di fatto, la cappa è diventata l’oggetto di design protagonista dell’arredo delle cucine a isola, come una sorta di vero e proprio lampadario che dona un tocco distintivo a tutto l’ambiente. In commercio ne esistono tantissimi modelli, tutti con lo scopo di unire funzionalità e linea estetica.

 

Per approfondire: leggi il nostro articolo sulle cucine con isola.

Cappa cucina a isola
Cappa cucina a isola - modello Stosa Infinity

Cappa e piano cottura: parliamo di induzione

Come già sottolineato trattando della normativa di installazione, non si parla di obbligatorietà di avere una cappa cucina se abbiamo installato un piano cottura a induzione. In realtà però è fortemente consigliato anche in questo caso. La cottura su un piano a induzione produce molto vapore, che tende a condensarsi su piastrelle, pensili cucina e in generale sui mobili della cucina. Questo accade perché il calore viene prodotto direttamente sul fondo della pentola e da lì trasmesso in maniera immediata ai cibi. Si crea così una differenza di temperatura importante tra la parte calda della cottura e l’aria più fredda sotto la cappa. E’ per questo motivo per cui il vapore resta particolarmente pesante e fatica a salire, condensando nell’ambiente circostante.

Ci sono alcuni piccoli accorgimenti che che dovremmo seguire se abbiamo installato nella nostra cucina un piano cottura a induzione, ad esempio:

  • scegliere una cappa cucina che copra interamente il piano cottura;
  • la portata di aspirazione deve essere adeguata alla grandezza del piano a induzione;
  • utilizzare sempre il coperchio durante la cottura, per diminuire il vapore;
  • asciugare l’eventuale condensa una volta finito di cucinare.

Le cucine moderne progettate negli ultimi anni vanno sempre di più verso un’estetica minimale, in cui il piacere della preparazione del cibo si unisce con uno spiccato gusto pratico ma anche di design. In quest’ottica prendono piede le cappe inserite direttamente sui piani cottura. Sono state ideate per affiancare i nuovi piani a induzione di ultima generazione e sono integrate all’interno dello stesso sistema di cottura. La tecnologia aspirante è perfezionata per consentire la neutralizzazione completa degli odori e l’assorbimento dei vapori di cottura dei cibi. Sofisticate e dotate di sistemi touch screen, grazie a uno specifico comando sono in grado di scomparire completamente alla vista quando non utilizzate, preservando un’estetica sofisticata e lineare, fondendosi con il piano cottura.

Cappe cucina e livelli di rumorosità

Il livello di rumorosità è uno degli aspetti da tenere in considerazione quando si sceglie una cappa cucina, insieme alla potenza di aspirazione. E’ importante valutare bene questo punto perché una cappa rumorosa può essere molto fastidiosa, soprattutto in un ambiente cucina aperto alla zona living. La rumorosità dell’apparecchio dipende soprattutto dal passaggio forzato dell’aria aspirata attraverso i condotti: è normale quindi che cresca in proporzione all’aumento della velocità della cappa. Grazie alle innovazioni di questi anni, i  modelli di ultima generazione sono molto più silenziosi rispetto a quelli del passato, soprattutto a velocità più basse. Le nuove tecnologie in fatto di elettrodomestici da cucina e protezioni insonorizzanti consentono di ottenere risultati efficaci e meno rumorosi. Le cappe cucina più innovative dispongono di sistemi brevettati per la riduzione del rumore: queste emettono suoni con un’intensità pari a 33 decibel a velocità 1 (il suono di un bisbiglio) e a 50 decibel alla velocità massima. Di solito però, le cappe tradizionali hanno un’emissione sonora di 41 decibel a velocità 1 e 66 decibel alla massima potenza.

Come pulire la cappa della cucina

Vi siete accorti che la vostra cappa cucina non aspira più come un tempo? Questo è un chiaro segnale che è arrivata l’ora della sua pulizia. Il grasso e lo sporco che si accumulano all’interno della cappa possono generare cattivi odori in cucina: la pulizia della cappa e la sua manutenzione devono essere eseguite periodicamente per non rischiare che perda la sua efficienza.

Come pulire la cappa della cucina? La pulizia delle cappe va eseguita in tutti i suoi componenti, quindi sia esternamente che internamente, e comprende anche il ricambio dei filtri. Per lavare la parte esterna della cappa basta usare un panno morbido imbevuto di acqua calda saponata. Meglio evitare l’impiego di detergenti chimici troppo aggressivi, che non solo fanno male all’ambiente ma potrebbero anche contaminare gli alimenti, trovandosi la cappa a ridosso del piano cottura.

Per passare alla pulizia dell’interno della cappa, è necessario smontarne il coperchio e poi detergerlo insieme alle pareti, concentrandosi sugli angoli e le giunture.

Pulire la cappa della cucina non è immediato: la fase più delicata della pulizia della cappa cucina riguarda i filtri, perchè è al loro interno che si annida la maggior parte dello sporco. La tipologia, e conseguentemente la loro manutenzione, dipende dal materiale con cui sono fatti: possono essere sintetici, metallici o a carboni attivi.

I filtri della cappa in metallo sono realizzati con una struttura a nido d’ape e devono essere lavati almeno ogni 15 giorni, a mano oppure in lavastoviglie con un lavaggio leggero, mai superiore ai 50 °C. I filtri sintetici invece non possono essere lavati, quindi bisognerà cambiarli, così come i filtri ai carboni attivi, che svolgono un’importante azione anti-odore.

I filtri sintetici vanno cambiati circa ogni due mesi, mentre i filtri ai carboni attivi hanno una serata superiore, e possono essere sostituiti dopo quattro mesi.

Un ultimo consiglio? Per mantenere al meglio le potenzialità della vostra cappa cucina, accendetela poco prima di iniziare a cucinare, impostandola all’adeguata potenza, in modo che il flusso d’aria si stabilizzi. Una volta terminata la cottura, bisogna lasciarla ancora accesa per qualche minuto, fino a quando anche l’ultimo residuo di condensa non venga aspirato.

Per approfondire: leggi il nostro articolo su elettrodomestici e mobili cucina.